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		<title>ITA Jazzit, Eugenio Mirti (may-jun.2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:37:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel suo primo album da solista Giovanni Francesca si presenta alla guida di un quartetto per chitarra e violino, una formazione arricchita da numerosi ospiti che si alternano e sovrappongono in più di una traccia. Il leader è versatile, a proprio agio nei suoni acustici così come nelle escursioni elettroniche, e tutto il disco si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel suo primo album da solista Giovanni Francesca si presenta alla guida di un quartetto per chitarra e violino, una formazione arricchita da numerosi ospiti che si alternano e sovrappongono in più di una traccia. Il leader è versatile, a proprio agio nei suoni acustici così come nelle escursioni elettroniche, e tutto il disco si segnala per la pregevole ricerca timbrica. Pregevole la varietà di scrittura di Francesca, sempre originale: elementi pop colorano le ballad (ad esempio <em>Marisol</em>), mentre per contrasto il 7/4 funk e quasi heavy di <em>Paesia</em> è aggressivo e distorto, e lancia tutto l&#8217;ensemble a sostegno dell&#8217;assolo contemporaneo di chitarra e trombone. Ispirazioni quasi morriconiane, con il bel glockenspiel protagonista, tingono invece la title-track, <em>Genesi</em>, dall&#8217;andamento generale più maestoso.<br />
Una delle caratteristiche salienti dell&#8217;album è la sovrapposizione di atmosfere proprie della musica classica ad altre completamente differenti, come ad esempio in <em>Iter</em>: alla parte morbida di chitarra classica e violoncello si accavalla un groove di batterista dal sapore hip hop e rock, che sostiene il bell&#8217;assolo alla Pat Metheny del leader, realizzando un mélange malinconico ed evocativo con una strabiliante varietà sonora e d&#8217;intenzioni.<br />
Risalta certamente anche la concezione originale di Francesca nell&#8217;uso degli spazi, com&#8217;è evidente in <em>Carillon</em>: in un ambiente sonoro cupo ma allo stesso tempo gioioso, l&#8217;uso di pause e silenzi riesce bene nell&#8217;intento di far respirare la musica, insieme con una brillante escalation dinamica che traghetta il brano alla parte centrale, ricca di effetti e inserti elettronici. L&#8217;apporto tecnologico caratterizza anche a composizione (notevole) <em>Possiamo andare</em>: suoni di batteria campionati e un groove misterioso lanciano il tema dettato dalla chitarra, reso evocativo dall&#8217;uso dell&#8217;effetto delay; il brano prende poi una piega più complessa e s&#8217;infittisce (vedi la chitarra distorta), arrivando al violento strumming di chitarra finale, dal sapore indie-rock.<br />
Ottima la scelta del violino come strumento deuteragonista (come nell&#8217;esposizione tematica di <em>Manima</em> o del controcanto melodico di <em>Montevideo</em>) e della ritmica composta da Marco Bardoscia e Gianluca Brugnano. Più in generale lascia stupiti la maestria nell&#8217;uso dei musicisti ospiti e delle combinazioni sonore con le quali Francesca realizza un insieme fortemente vario ma allo stesso tempo personale e riconoscibile.</p>
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		<title>AU3003</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piano series]]></category>

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		<description><![CDATA[Eugenio Macchia
<strong>"IN BETWEEN"</strong>

RELEASED ON MAY 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Eugenio Macchia <strong>&#8220;IN BETWEEN&#8221;</strong></h3>
<p>RELEASED ON MAY 2012</p>
<p><strong>Eugenio Macchia</strong> piano, rhodes<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> double bass<br />
<strong>Nicola Angelucci</strong> drums</p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Produced by Eugenio Macchia &#038; Marco Valente<br />
Executive Producer: Marco Valente<br />
Recording: Sorriso Studios, Bari<br />
Engineer: Tommy Cavalieri<br />
Cover Photo: Filippo Silvestris</span></p>
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		<title>ITA, Blow Up, Enrico Bettinello (feb.2012)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 15:55:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ci segue sa con quanta diffidenza e idiosincrasia chi scrive si accosta a coverizzazioni di materiale pop/rock in ambito jazz, ma appena inserito questo nuovo cd nel lettore si percepisce una progettualità e un esito piuttosto interessante. I piemontesi Barber Mouse sono un trio composto dal pianista Fabrizio Rat, dal contrabbassista Stefano Risso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ci segue sa con quanta diffidenza e idiosincrasia chi scrive si accosta a coverizzazioni di materiale pop/rock in ambito jazz, ma appena inserito questo nuovo cd nel lettore si percepisce una progettualità e un esito piuttosto interessante. I piemontesi Barber Mouse sono un trio composto dal pianista Fabrizio Rat, dal contrabbassista Stefano Risso e dal batterista Mattia Barbieri e scelgono qui di rielaborare il repertorio dei Subsonica, coinvolgendone anche il cantante Samuel Romano. Lontani dalle pratiche più abusate dai trii di oggi, i Barber Mouse hanno scelto un approccio timbrico particolarmente originale, con un ampio uso del pianoforte preparato, delle tecniche estese sul contrabbasso e degli oggetti percussivi più vari a &#8220;evocare&#8221; l&#8217;originaria matrice elettronica delle canzoni. Rileggendo così brani come <em>Amantide</em>, <em>Incantevole</em>, <em>Salto nel vuoto</em> o la riuscitissima <em>Disco Labirinto</em>, i quattro trovano una via personale per non scimmmiottare da un lato la fonte originale e dall&#8217;altro per caratterizzarsi con precisione dal punto di vista sonico. E anche quando in tracce come <em>Come se</em> emerge quel beat vagamente Bad Plus o E.S.T., Risso e compagni sono molto bravi a mantenere in equilibrio il tutto. Personalmente ci sembra che il disco sia bello e che la musica dei Subsonica funzioni molto bene in questo contesto &#8220;acustico preparato&#8221; [ma non essendo dei particolari fan della band torinese magari abbiamo un'indulgenza che l'appassionato più tenace potrebbe non avere] che apre con i migliori auspici l&#8217;anno di una piccola/grande etichetta come la Auand.</p>
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		<title>ITA, Silenziosa(mente), Giulio Cancelliere (apr.2012)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 07:23:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] una delle band più interessanti degli ultimi anni, i Subsonica, viene riletta in chiave acustica, ma talmente elaborata nel suono e nell’approccio, da sembrare decisamente elettronica in Barber Mouse Plays Subsonica. Il trio jazz, con la collaborazione dello stesso Samuel Romano, voce dei Subsonica, ridisegna il profilo della formazione torinese in stile assolutamente inedito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] una delle band più interessanti degli ultimi anni, i Subsonica, viene riletta in chiave acustica, ma talmente elaborata nel suono e nell’approccio, da sembrare decisamente elettronica in Barber Mouse Plays Subsonica. Il trio jazz, con la collaborazione dello stesso Samuel Romano, voce dei Subsonica, ridisegna il profilo della formazione torinese in stile assolutamente inedito, conservandone l’aspetto melodioso, ma senza tradirne il respiro sperimentale, anzi, esaltandolo attraverso una ricerca sonora d’avanguardia (piano e contrabbasso preparati, batteria in stile drum ‘n’ bass, distorsioni ed effetti sugli strumenti acustici) che rimanda a precedenti nordeuropei e americani, ma con una ricerca timbrica tutta latina. Come si vede, i dischi hanno ancora un senso, persino in Italia, dove la musica va ben oltre l’offerta televisiva canonica, la trita ritualità rivierasca e la rotazione radiofonica in affitto. Basta cercarla.</p>
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		<title>april 8th</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 10:06:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>the tentet A10A10 will perform in Foligno on May 25th. Before the concert the audience will watch the documentary filmed in New York last fall</p>
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		<title>ITA, Strumenti Musicali, Roberto Valentino (apr.2012)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:17:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La palma del disco più strano e curioso del momento se la aggiudica di diritto. Il pop elettronico dei Subsonica rivisitato in chiave acustica, ma con strumenti preparati con carta stagnola, da parati, assorbente, ecc. I Barber Mouse (Fabrizio Rat al pianoforte, Stefano Risso al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria) interpretano a modo loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La palma del disco più strano e curioso del momento se la aggiudica di diritto. Il pop elettronico dei Subsonica rivisitato in chiave acustica, ma con strumenti preparati con carta stagnola, da parati, assorbente, ecc. I Barber Mouse (Fabrizio Rat al pianoforte, Stefano Risso al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria) interpretano a modo loro brani tratti dai primi quattro album della band torinese. E c’è pure Samuel, voce degli stessi Subsonica, i cui fan rimarranno sicuramente spiazzati dal trattamento riservato alle canzoni dei propri beniamini. Ma fare musica oggi vuol anche dire rielaborare, stravolgere materiale altrui e immettervi nuove idee.</p>
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		<title>ITA All About Jazz Italia, Vincenzo Roggero (mar.2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:54:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È sempre rischioso dedicare un album intero al repertorio di una pop/rock band e ancora più rischioso farlo utilizzando di quella band proprio il cantante. Ma a Marco Valente, patron della Auand Records, il rischio è sempre piaciuto e vi è un intero catalogo a testimoniarlo. Il trio che lancia la sfida ha il curioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È sempre rischioso dedicare un album intero al repertorio di una pop/rock band e ancora più rischioso farlo utilizzando di quella band proprio il cantante. Ma a Marco Valente, patron della Auand Records, il rischio è sempre piaciuto e vi è un intero catalogo a testimoniarlo. Il trio che lancia la sfida ha il curioso nome di Barber Mouse e il repertorio è quello dei Subsonica, gruppo di punta dell&#8217;alternative-rock italiano.<br />
Il risultato? Decisamente intrigante. L&#8217;idea vincente? Andare oltre le convenzioni attraverso un classico piano trio con gli effetti di un orchestra. Con il solito (ab)uso di elettronica, diavolerie e marchingegni così à la page in molte produzioni attuali? Niente affatto. Semplicemente, si fa per dire, con un fantasioso e originale utilizzo di vari tipi di oggetti da inserire nella pancia del pianoforte, tra le corde a sui legni del contrabbasso, in mezzo e intorno alla batteria.<br />
Così che il piano suona talvolta come un Fender Rhodes conferendo all&#8217;esecuzione spugnature vintage ma conservando l&#8217;anima acustica a volte solenne, a volte intimista. Il contrabbasso assicura una pulsazione vibrante, ricca di sfumature, calda e avvolgente ma attraversata da fremiti, minimi accidenti e sonorità inusuali. La batteria allarga gli orizzonti ritmici con accenti fantasiosi e si prodiga nel dilatare l&#8217;orizzonte sonoro con discrezione e buon gusto.<br />
Il risultato è convincente perché se la voce di Samuel costituisce il chiaro e piacevole elemento di continuità con l&#8217;estetica Subsonica, Barber Mouse ne raccoglie le linee essenziali per combinarle in una visione personale. Che fissa in riuscito equilibrio la stralunata vena melodica originale con una notevole sensibilità improvvisativa, per niente esibizionista, attenta a non cadere nelle trappole dell&#8217;ovvio e del risaputo, prodiga di soluzioni inventive lontane da facili cliché.</p>
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		<title>ITA Musica Jazz, Fabrizio Versienti (mar.2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:07:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Doppiato il capo dei dieci anni di attività, la Auand di Marco Valente propone due nuove uscite per il 2012. [...] L&#8217;altra uscita è invece l&#8217;esordio da leader del chitarrista campano Giovanni Francesca. Un musicista atipico, le cui composizioni fondono certi paesaggi statunitensi che ricordano Metheny e Frisell a una vena melodica fresca e raffinata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doppiato il capo dei dieci anni di attività, la Auand di Marco Valente propone due nuove uscite per il 2012. [...] L&#8217;altra uscita è invece l&#8217;esordio da leader del chitarrista campano Giovanni Francesca. Un musicista atipico, le cui composizioni fondono certi paesaggi statunitensi che ricordano Metheny e Frisell a una vena melodica fresca e raffinata che suona decisamente più italiana. In quartetto con il violino di Raffaele Tiseo, il contrabbasso di Marco Bardoscia e la batteria di Gianluca Brugnano più alcuni ospiti (tra cui la tromba di Luca Aquino), Francesca dà vita a una musica che scorre leggera e trasparente.</p>
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		<title>ITA Musica Jazz, Fabrizio Versienti (mar.2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:03:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Doppiato il capo dei dieci anni di attività, la Auand di Marco Valente propone due nuove uscite per il 2012. Cominciamo con il trio torinese Barner Mouse: Fabrizio Rat (pianoforte), Stefano Risso (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria) sorprendono sia per i suoni che tirano fuori dai rispettivi strumenti, preparati manualmente come il pianoforte di John [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doppiato il capo dei dieci anni di attività, la Auand di Marco Valente propone due nuove uscite per il 2012. Cominciamo con il trio torinese Barner Mouse: Fabrizio Rat (pianoforte), Stefano Risso (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria) sorprendono sia per i suoni che tirano fuori dai rispettivi strumenti, preparati manualmente come il pianoforte di John Cage con l&#8217;ausilio di tecniche e oggetti tra i più fantasiosi, sia per la scelta del materiale ovvero il repertorio dei Subsonica, gruppo rock tra i più amati dal pubblico italiano, sia per il risultato del loro trattamento; le canzoni sono irriconoscibili, trasformate dall&#8217;interno, affrontate in modo eccentrico, trasfigurate. Gli stessi Subsonica hanno gradito e apprezzato, al punto che il cantante del gruppo Samuel Romano si è fatto coinvolgere nell&#8217;operazione e interviene in molti punti del cd a chiosare, accennare o cantare frammenti di brani, i quali, nel confronto con gli originali, guadagnano in eleganza e visionarietà senza perdere in potenza sonora e scintillii elettrici: il pianoforte manipolato sembra a tratti un Fender Rhodes o un sintetizzatore analogico.</p>
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		<title>ITA, L&#8217;Isola che non c&#8217;era, Alberto Bazzurro (mar.2012)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 11:02:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] Rischi che si prende di certo il Barber Mouse trio (Fabrizio Rat, piano, Stefano Risso, contrabbasso, Mattia Barbieri, batteria), che in Plays Subsonica (Auand) si affaccia sul repertorio del gruppo torinese ospitandone anche in diversi momenti il cantante Samuel Romano. Già avvicinare un universo del genere da una prospettiva jazzistico-sperimentale costituisce un unicum assoluto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Rischi che si prende di certo il Barber Mouse trio (Fabrizio Rat, piano, Stefano Risso, contrabbasso, Mattia Barbieri, batteria), che in Plays Subsonica (Auand) si affaccia sul repertorio del gruppo torinese ospitandone anche in diversi momenti il cantante Samuel Romano. Già avvicinare un universo del genere da una prospettiva jazzistico-sperimentale costituisce un unicum assoluto, ma in più i tre interagiscono col materiale selezionato (dodici pezzi) offrendoci il meglio proprio nelle elucubrazioni strumentali, tra soluzioni più canoniche e scelte più ardite, qua e là felicemente rumoristiche.</p>
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