ITA Alias (Il Manifesto), Guido Festinese (apr.2006)

Cuong Vu è il giovane trombettista che s’è messo in luce con il Pat Metheny Group: nome che dovrebbe quindi far pensare a ben poco avventurose vicende sonore, considerato il tasso narcolettico delle note concepite dal crinito chitarrista. Tutt’altra musica, qui: intanto al basso c’è Stomu Takeishi, uno che s’è formato nei gruppi di Butch Morris e di Henry Threadgill, gente che maneggia composizioni e strumenti senza pudore d’offendere le orecchie prone alle ovvietà, e alla batteria c’è il giovanissimo Ted Poor, altro bel talento che non disdegna la battuta pesante e frastagliata, alla Jim Black, tra scampoli di art rock e ricordi di nervose leggerezze, alla Tony Williams. Soprattutto ha funzionato, però, innestare nel tutto la chitarra visionaria di Bill Frisell, che negli ultimi tempi nei lavori a suo nome ha dato prova di un certo calligrafismo, quasi fosse rimasto intrappolato nella onirica gabbia country western che contorna la sua musica. Qui Frisell tira fuori le unghie, morde e strappa, oppone rumore e lampi psichedelici alla tromba di Cuong Vu, spesso altrettanto vicina al noise, cerca e trova panorami sonori devastati e fiammeggianti, e occasionali momenti di quiete. Tant’è che un brano come Expressions Of A Neurotic Impulse, una specie di bebop schizofrenico, starebbe bene allo stesso modo su un disco dei Tool, su uno di Bill Laswell, su uno di Ornette Coleman quando gioca con l’elettricità. Un gran disco, insomma, e che potrebbe riunire nell’ascolto pubblici che in genere si guardano in cagnesco senza facilonerie ecumenistiche.