Album difficile e trascinante, sublime e materico questo del sassofonista friulano. I Sax Pistols (con Stomu Takeishi al basso elettrico e Dan Weiss alla batteria) interpretano con energia deformante, dissacratoria, un materiale che proviene in parte dal rock (c’è una Led Zeppelin Suite, oltre a Smell Like Teen Spirit di Kurt Cobain) e in parte è originale: il fulminante inizio con la voce (e una lirica, I giorni rubati) di Pasolini sonorizzata dal leader. Bearzatti usa i sassofoni spesso trasformandone il suono attraverso l’elettronica (Black Hole Sun) e quello che conta è l’approccio. Da qualche tempo, infatti, è attiva una generazione cresciuta con il rock che ne utilizza il repertorio come se si trattasse di nuovi standard, si pensi soprattutto a Brad Melhdau. Temi e armonie vengono ripresi e jazzificati; invece i Sax Pistols puntano a conservare, potenziare, far esplodere e urlare il suono – sporco, aggressivo, eccessivo – tipico del rock. Il mainstream jazz è musica educata, che non ferisce le orecchie e di rado inquieta le coscienze: i brani di Stolen Days percuotono e scuotono anche quando si rifanno al vicino oriente (Casbah), proponendo una musica non pacificata davvero salutare.
Contacts
Booking & Management
10th anniversary
Youtube Channel
Facebook Box
Archives
+39.347.6107026
