Riunire in uno studio tre personalità del calibro di Bobby Previte, Gianluca Petrella e Antonello Salis lasciandoli liberi di esprimere tutto la loro fantasia di improvvisatori non è cosa da poco: può succedere di tutto ed in effetti in questo disco prodotto da Marco Valente le sorprese non mancano e l’ascoltatore è sottoposto ad un notevole flusso di emozioni. Questo a patto di affrontare l’ascolto con mente aperta e senza troppe aspettative, in grado di apprezzare le svolte più inattese e il libero interplay degli artisti che spaziano a tutto campo tra ambiti e territori musicali diversi: free storico, blues, minimalismo, citazioni funk, elettronica, noise, psichedelia, ritmiche rock, swing si susseguono e sovrappongono seguendo il filo della creatività collettiva.
Come ogni opera importante, anche questo lavoro richiede un’attenzione particolare. Previte, Petrella e Salis hanno infatti realizzato un disco che non si lascia consumare facilmente e per certi versi può disorientare chi si pone con aspettative troppo codificate. Per buona parte del percorso l’interscambio collettivo giova su dinamiche spaziali e timbriche, su quadri che si relazionano senza un apparente nesso causale o un prevedibile percorso. Sembra proprio che i tre si siano divertiti a voler spiazzare l’ascoltatore ponendogli di tanto in tanto dei riferimenti musicali noti (momenti swinganti, concitazioni soul, improvvisazioni radicali) per poi lasciarli cadere a favore di una ricerca coraggiosa, imprevedibile e infarcita di sorprese.
Antonello Salis ha lasciato a casa la fisarmonica e spazia con creatività dal piano acustico ed elettrico all’organo hammond, passando da riferimenti al free storico al soul jazz e quant’altro. Petrella predilige la dimensione spaziale e timbrica ed aggiunge al trombone numerosi effetti elettronici. Previte sa essere tanto sofisticato nelle sue frammentazioni ritmiche quanto possente e tellurico è un batterista metal.
Il brano più fruibile (e immediatamente coinvolgente) del disco è “Blues for Gio”: nel pieno rispetto dei modelli tradizionali Petrella esprime tutta la sua inventiva in un assolo esemplare. Il successivo “Profondo Notte” si snoda in forma aleatoria ma anche intensamente lirica attraverso tre quadri che vedono ancora Petrella protagonista. Negli altri brani, come s’è detto, c’è di tutto. A voi il piacere della scoperta.
