Dopo Virus, strepitosa opera prima, il Bizart Trio di Francesco Bearzatti affronta una necessaria controprova, cercando di espandere la gamma di riferimenti e fonti ispirative, nonchá di ampliare i colori e le voci strumentali.
Come esecutore, il polistrumentista friulano ha ormai raggiunto una piena e consapevole maturità. Al tenore sintetizza elementi desunti da Hawkins, Webster e dal rhythm’n'blues, relativamente al bagaglio tradizionale dello strumento; da Joe Henderson, Archie Shepp, Albert Ayler e David Murray, per quanto attiene al linguaggio moderno. Al clarinetto sfoggia poi un mirabile equilibrio tra estrazione classica, pronuncia jazzistica e retroterra popolare. Nel brano che intitola il disco si cimenta anche alle tastiere ed alla voce. Sul piano compositivo, Bearzatti si rivela autore provvisto di efficaci intuizioni e varietà di risorse, ancorchá alla ricerca di una compiuta unità stilistica.
Il trio gode ormai di un affiatamento invidiabile. All’organo Emmanuel Bex è in grado di sviluppare progressioni ritmico-armoniche multiformi, veicolo affidabile per molteplici percorsi. Alla batteria Aldo Romano genera swing purissimo, condito con raffinatezze dinamiche e timbriche, oltre a confermare – come compositore – la sua predilezione per melodie cantabili (vedi “Il camino” e “Assenza”).
Non è un caso allora che Bearzatti abbia scelto un Enrico Rava protagonista di una nuova, feconda stagione creativa come appendice ed estensione della sua concezione melodica in cinque dei dieci brani in programma.
Il trio si misura con varie forme ritmiche: dal tango del brano iniziale allo pseudo- valzer di “Soap Bubble”; dall’andamento mediorientale di “From Halab to Damascus” alla bossa di “Caorle”; fino al rock beat di “End of This Love”, scandito intorno al riff chitarristico di Enrico Terragnoli, compagno di Bearzatti nel trio Kaiser Lupowitz.
Tuttavia, è proprio questa varietà a creare qua e là qualche motivo di perplessità su un lavoro ricco di contenuti e valori melodici, ma senz’altro meno organico e “problematico” del precedente. Musicisti di questa levatura hanno senz’altro le carte in regola per rischiare qualcosa di più.
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