Di origini vietnamite, a sei anni Cuong Vu si sposta con la madre a Seattle, da adolescente inizia a studiare presso il New England Conservatory of Music di Boston: lì incontra, tra gli altri, George Russell e Joe Maneri. In seguito, collabora con Dave Douglas, Bobby Previte, Chris Speed, per infine entrare nella band di Pat Metheny.
Nonostante la giovane età, l’artista porta in background diverse esperienze nelle vesti di titolare, forte di una invidiabile preparazione teorica, di una tecnica magistrale sullo strumento, di un fraseggio lirico e ricercato, di una penna prolifica che gli permette di spaziare nel contempo tra struggente lirismo, ricerca di percorsi azzardati e coniazione di inusuali soluzioni timbriche.
Un’estetica piena di contrasti e di “visione d’insieme” che ritroviamo ancor più definita e matura in quest’ultimo “It’s Mostly Residual”, tra le migliori prove in assoluto di Cuong Vu, incisa a Seattle nel gennaio 2005 in compagnia di Ted Poor, ventitreenne talento della batteria, dell’innovativo bassista Stomu Takeishi (già con Threadgill, Tronzo e Butch Morris) e di Bill Frisell, colto ai massimi livelli d’ispirazione, libero e solare nelle improvvisazioni come da tempo non ci capitava di ascoltare. La chitarra di Bill impressiona in “Blur” e soprattutto in “Expressions Of A Neurotic Impulse”, devastante valanga di lava bollente che riporta emotivamente all’Hendrix visionario di Woodstock, quello impegnato a smontare pezzo a pezzo l’inno americano. Ma tutto il disco galleggia tra esplosioni lisergiche di stampo urbano e ricerca della pura poesia, tra momenti ruvidi e passaggi ellittici dagli effetti incantatori simili a quelli creati dal raga indiano. Complimenti, infine, alla coraggiosa Auand, capace di saltare a piè pari i gusti omologanti delle major.
QA 9
QS 9,5
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