ITA Audio Review, Enzo Pavoni (ott.2008)

Nonostante il prestigioso contratto con la Blue Note, ciclicamente Gianluca Petrella torna a incidere per la Auand, la label pugliese fondata dall’accorto Marco Valente, un tipo dal buon fiuto che per primo ha creduto nel talento del trentatreenne trombonista/compositore, il quale immaginiamo senta un debito di riconoscenza nei riguardi del suo scopritore. Dopo il bell’esordio del 2001 con “X-Ray”, seguito nel 2004 da “Radio 3 Sessions” col Domino Quartet, Petrella riprova con “Big Guns”, un CD destinato a guadagnare gli apprezzamenti degli addetti attenti al nuovo jazz e a ribadire la lodevole pianificazione produttiva della Auand.
“Big Guns” á un lavoro collegiale: con Petrella spartiscono il ruolo di co-leader nomi altisonanti dell’avanguardia quali il batterista Bobby Previte e il geniale Antonello Salis, impegnato al pianoforte, all’organi Hammond e al Fender Rhodes: stavolta ha deciso di lasciare a casa la fisarmonica.
Sebbene si riceva spesso l’impressione di ascoltare un’opera super strutturata, in realtà lo spazio prioritario á riservato all’improvvisazione: si tratta di un vero miracolo di interplay, facilitato da una democratica condivisione dei reciproci gusti musicali, in cui entrano in ballo free radicale, minimalismo, elettronica, manipolazioni, noise, psichedelia e ritmiche complesse occhieggianti sia le metropoli che le zone verginee del Terzo Mondo. “Twilight Zone”, “Big Guns”, “Blues For Gio” sono ipnotiche, ammalianti, ellittiche: la puntuta “Profondo Notte” á fatta di sospensioni, effetti ricercati, metriche stranianti. Colpisce, inoltre, la capacità di Petrella/Previte/Salis di attenersi all’essenziale, seguaci di un’intelligente scuola di pensiero tendente prioritariamente a “sottrarre”, piuttosto che eccedere negli interventi.

Qualità artistica: 8
Qualità sonora: 9,5