Ritroviamo Petrella – la cui curiosità espressiva á, insieme al riconosciuto valore strumentale, tra le cose migliori accadute al nostro jazz in questi ultimi anni troppo spesso carichi di celebratività un po’ fine a se stessa – in un “trio di folli” completato da Bobby Previte alla batteria e da Antonello Salis a piano e tastiere. “Big Guns”, che esce per la coraggiosa Auand che tra le prime aveva scommesso sul trombonista pugliese, á un
lavoro di esplorazione di differenti atmosfere, dall’incontro con le sonorità elettroniche a una cinematicità sospesa e un po’ retrò, da un free vagamente “tamarro” a un nu-jazz senza languori sornioni. I tre, che sono dei campioni, sembrano divertirsi un mondo e se si sta al gioco ci si diverte anche all’ascolto.
