Il titolo di questo disco, che nella realtà si riduce al nome del gruppo che l’ha realizzato, avrebbe potuto essere Lo strano caso del dottor Sorge e mister Monk. Strano perchè undici celebri composizioni monkiane (Evidence, Trinkle Tinkle, Misterioso, Ask me now, eccetera), strane di per sè, vengono ulteriormente straniate dai tre musicisti qui all’opera, guidati dal chitarrista Paolo Sorge che, come un chirurgo sadico, le seziona, le fruga nel profondo e poi ricuce in un risultato finale affascinante.
Ancora, lo stesso organico all’opera nell’album è strano: oltre al leader (che trae dalla chitarra elettrica effetti sorprendenti, usandola spesso in chiave ritmica), ci sono il basso tuba corposo e irriverente di un genio come il francese Michel Godard e la batteria (“etnica” e leggera) di Francesco Cusa.
E dunque: musica strana, spigolosa, che cambia di continuo e che, conservando intatti i grandi temi di Thelonious Monk, li trasforma in qualcos’altro. Qualcosa di strano.
