ITA Giornale della Musica, Enrico Bettinello (apr.2009)

È certamente nelle corde di Emanuele Cisi – tenorista tra i più interessanti e sottovalutati – il confronto con direzioni espressive più avventurose di quelle mainstream cui viene spesso, in maniera abbastanza limitante, associato. Accade in questo The Age Of Numbers, della sempre ottima etichetta pugliese Auand, che lo vede alla testa di un quartetto elettrico completato dal chitarrista Roberto Cecchetto, dal bassista Paolo Biasi e dal batterista Emanuele Maniscalco: un lavoro nel quale brillano atmosfere metropolitane e cangianti, grande apertura ritmica e linee che esaltano il suono caldo di Cisi. Un percorso lungo dodici brani – otto dei quali firmati dallo stesso sassofonista, uno a testa dagli altri tre e una rilettura della classica “Moonlight In Vermont” – che risulta convincente e stuzzicante, quasi un ponte tra l’ariosità di un certo jazz nordico e le architetture downtown più seducenti. Merito certo dell’ottima sintonia tra i musicisti (Cecchetto è tra i chitarristi italiani più versatili in questo senso) e della palpabile voglia di esplorare territori nuovi e meno prevedibili. Buon viaggio.