ITA Guitar Club, Stefano Galvani (jan.2007)

Musicista trasversale, il trombettista vietnamita da anni residente a New York, Cuong Vu, fonde con intelligenza ed ispirazione jazz, rock sperimentale, elettronica, progressive, ambient, realizzando una musica coinvolgente e ben rappresentativa della contemporaneità.
In It’s Mostly Residual, Vu tratteggia con maestria degli scenari urbani mutevoli, passando da brani dinamici e di forte impatto rock, ad altri intensamente lirici e cantabili. In tutto questo, emergono diverse influenze: a cominciare dal Miles Davis dei gruppi elettrici degli anni 70. Nella realizzazione di questo lavoro risulta fondamentale l’apporto del grande Bill Frisell alla chitarra. Il suono rotondo della tromba di Vu, spesso elaborato elettronicamente, si fonde mirabilmente con la chitarra di Frisell che, per l’occasione, utilizza con pienezza l’effettistica, dipingendo fondali cangianti e suggestivi.
I due musicisti dialogano con efficacia, talvolta dando vita ad unisoni di notevole effetto, là dove i suoni elaborati elettronicamente si fondono in modo indistinguibile e affascinante. La coppia ritmica, costituita dai valenti Stomu Takeishi al basso elettrico e Ted Poor alla batteria, interagisce con efficacia e sensibilità con il trombettista e con il chitarrista, contribuendo in modo significativo alla realizzazione di un affascinante affresco sonoro contemporaneo.
Tra i brani più significativi dell’album, segnaliamo lo splendido tema di It’s Mostly Residual che porta l’ascoltatore in una dimensione onirica e malinconica (potrebbe diventare un hit) e l’articolato Patchwork, costruito assemblando differenti situazioni musicali in cui tutti i musicisti hanno spazio per gli interventi solistici.
Un album che offre diversi motivi di interesse all’ascoltatore e che avvince per la bellezza e l’originalità delle composizioni proposte.