Contrariamente a quanto si possa pensare, leggendo il titolo di quest’album, non si tratta della solita rivisitazione in onore di un grande del jazz. Beauty is a rare thing è un brano dell’informale Ornette Coleman, e in questo caso anche la title-track del CD. Trae spunto dall’idea, Tossani, sfruttando sì quelle strutture aperte tipiche dell’altosassofonista texano, ma senza lasciarsi mai sfuggire di mano il controllo della situazione, anche compositiva. Nulla è lasciato al caso, i brani si svolgono sul dialogo dei vari strumenti. Ci si tuffa in atmosfere palustre e nebbiose. Gli strumenti si fondono in conversazioni private. A volte imbarazzanti per l’ascoltatore che tende l’orecchio su discorsi personali. Ma non si può fare a meno e la curiosità si spinge oltre il semplice orecchiare. Di certo questa situazione difficilmente riesce facile al primo ascolto (e magari distratti da altri avvenimenti). Un lavoro lungo e difficile, persino per il pianista (nella fase compositiva), bensì una volta penetrati in quella fitta maglia di suoni si riesce a raccogliere il godimento promesso. Nell’insieme le intenzioni del leader vengono decifrate egregiamente dai suoi collaboratori. Il pianista cremonese non si lascia in interpretazioni barocche anzi piuttosto essenziali ed efficaci, Achille Succi, con il suo clarinetto basso e il sassofono, dona ai brani un’atmosfera scura e pungente, Mangialajo, con il contrabbasso, l’inquietudine e Calcagnile, alla batteria, interpreta l’antitesi creando trame capaci di ammorbidire e sfumare gli angoli più acuti e pungenti che ancor più duro rendevano le evoluzioni musicali del caso. Per gli amanti delle chicche, inserendo il cd nel computer o un lettore MP3, si scoprirà una decima traccia in formato digitale ad alta qualità (320kbit). Apprestatevi a portare le vostre candeline sulla torta in modo originale. Happy Birthday naturalmente!
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