ITA Jazz Convention, Fabio Ciminiera (jun.2006)

Scorribanda sonora tra generi, timbri e invenzioni. Domino Quartet è la denominazione collettiva dietro la quale si celano quattro musicisti bravi e curiosi e capaci, in modo naturale, di affrontare le disparate influenze e i diversi spunti di riflessione musicale presenti in Radio 3 Sessions.
Riflessione musicale a quattro voci. Swing e suoni in libertà, virtuosismi e citazioni, Radio 3 Sessions riporta l’incontro di Sean Bergin, Gianluca Petrella, Antonio Borghini e Hamid Drake in un contesto aperto ad ogni genere di suggestione musicale. Un percorso che, in poco di più di quarantaquattro minuti, porta musicisti e ascoltatori in ogni direzione, ad affrontare contesti stilistici vari e distanti. E, ancor più importante nell’economia del lavoro, è la capacità dei quattro di risolvere con immediatezza e con la più alta disinvoltura il passaggio da una situazione all’altra nel giro di poche battute, di realizzare i passaggi tra i diversi modi dell’interpretazione in modo immediato e diretto, con spavalda ironia e divertita nonchalance.
Tutto questo porta ad una visione di musica libera che non solo utilizza il timbro e il suono dello strumento e i relativi accostamenti, ma affianca anche generi e ritmi con estrema libertà, in una visione particolarmente stimolante della realizzazione musicale. Una visione che è, allo stesso tempo, intreccio di melodie e contrasto di suoni, lavoro di insieme e anarchia musicale.
Un andamento particolare che permette ai quattro di muovere dai ritmi più moderni e tornare indietro allo swing, al blues, alle marching band, evocate soprattutto dal trombone di Gianluca Petrella. Andamento che fa scaturire il blues dalle spinte libere e, viceversa, fa esplodere le note dalle melodie più tradizionali; approccio che modifica, di volta in volta, lo spirito con cui vengono suonate le frasi, a seconda di intensità e accostamenti delle voci, a seconda delle ispirazioni e delle tensioni di quel passaggio e di quella battuta.
Uno dei possibili schemi del lavoro di Bergin, Petrella, Borghini e Drake può essere trovato nell’interpretazione di Stole Away: un tema brillante e spensierato, di facile presa, viene esposto dal sax e accompagnato dal contrabbasso, con la batteria che sfugge, talvolta, dai compiti ritmici, per spaziare in improvvisazioni e con il trombone che contrasta la struttura musicale. I quattro si allontanano e si riavvicinano dall centro focale del brano per giungere in un paio di momenti totalmente liberi e riapprodare con tranquillità al tema.
Ma, come si diceva, è uno dei possibili schemi che vengono utilizzati nel disco e, come si può immaginare, uno dei tanti possibili schemi che il gruppo avrebbe potuto seguire. La libertà creativa con la quale i quattro affrontano il lavoro viene gestita in varie maniere, senza riguardo per tradizioni e previsioni. Stacchi inaspettati e tensioni serrate spazzano via in un attimo la malinconia di un blues, frenate brusche e virate melodiche portano ordine nei passaggi più liberi.
Melodia e suoni. In Radio 3 Sessions, Bergin, Petrella, Borghini e Drake riescono sempre a trovare un compromesso praticabile tra le libertà che prendono e pretendono dal brano e il rispetto per il punto di partenza dell’improvvisazione e dell’interpretazione. Una soluzione che rende in pieno la coesione di un discorso musicale volutamente divergente e vario.