ITA Jazz Magazine, Enzo Pavoni (jan.2007)

Le aspettative positive fatte intuire dal precedente Beauty Is A Rare Thing superano le più rosee previsioni con la seconda prova su Auand del pianista/tastierista/compositore Giancarlo Tossani. In Coherent Deformation l’artista è circondato dal contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer, dal batterista Cristiano Calcagnile e dal sempre più maturo e sorprendente Achille Succi. Incredibile, poi, come gli ultimi due sappiano trovarsi ogni volta nelle “situazioni creative” più interessanti, affiancando i migliori jazzisti nazionali. Il quartetto è benedetto dal raro dono del perfetto affiatamento, un merito che, almeno al cinquanta per cento, è da attribuire a Tossani, alla sua maniera di concepire uno small group, all’interno del quale applica un’interessante forma di “autorevolezza democratica”, invogliando i partner a rispettare senza traumi le parti d’assieme, ma concedendo loro, nel contempo, anche gli spazi per esprimersi in libertà. A tal proposito, basta dare ascolto a quanto combina Succi nell’inquieta e trasversale “Hip Hop Zero Up And Down”, mentre al di sotto vibrano/incalzano i ritmi spezzati di Calcagnile, le acide tastiere del leader e la granitica cavata di Rantzer.