C’è qualcosa di antico in questo album del trombonista pugliese. Sarà la grafica di copertina, molto anni ‘70 e che richiama i vecchi dischi in vinile, o forse la cifra stilistica utilizzata dalla coppia Rogers-Sotgiu, o forse ancora la modalità di intreccio dei fiati. Comunque sia, mettendo nel lettore X-Ray ed ascoltandone i primi brani, la mente corre a “Voice from the past / Paradigm”, splendido album che Gary Peacock pubblicò nell’82 e che, guarda caso, contiene anch’esso un richiamo al passato. Non scriviamo queste note con l’intento di sminuire l’originalità del lavoro di Petrella quanto per sottolineare come X-Ray si collochi in quell’area stilistica, senza tempo e vagamente retrò, che da sempre hanno gli album con formazioni di questo tipo. La godibilità del CD, viene da sè, è elevata.
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