ITA Jazzit, Roberto De Virtis (jul-aug.2009)

Una volta tanto cominciamo dal produttore, quel personaggio spesso dimenticato dalle cronache, ma che con il suo lavoro oscuro ha un ruolo fondamentale nella riuscita di un disco. Filippo Pardini è il co-produttore (insieme allo stesso Cisi) che ha avuto il merito di far incontrare il sassofonista torinese e Maniscalco, talento “mostruoso”, un Paul Motian in erba in crescita vertiginosa. Il rapporto simbiotico tra sax e batteria è proprio uno dei cardini di questa nuova, importantissima tappa del percorso artistico di Cisi che nell’improvvisazione risulta sempre meno ancorato ai robusti stilemi della tradizione afroamericana per farsi più astratto, più vicino alla concezione del jazz europeo. D’altro canto Cecchetto e Biasi si confermano musicisti dall’approccio personalissimo al proprio strumento, in grado di muoversi a loro piacimento senza alcuna rete armonica, nella massima libertà , e di portare un contributo di soluzioni creative all’interno della cornice del progetto. Imperdibile l’ascolto di The Entrance Gate, 12, 3 Small Differences e Moonlight In Vermont, eseguita da Cisi in perfetta solitudine.

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