ITA JazzItalia, Gianmichele Taormina (apr.2003)

Fresco di ritorno dalla proficua esperienza francese, Francesco Bearzatti pubblica questo suo secondo capitolo discografico allestendo un particolarissimo quanto spumeggiante “organ trio”. Il titolo è quanto mai azzeccato poichá il “virus” dell’azione musicale dispiegata dal sassofonista friulano si reinventa felicemente di traccia in traccia lungo i variegati percorsi del lavoro, toccando con disinvoltura le più disparate e inaspettate soluzioni tematiche. L’energico pedale ritmico affidato alle tastiere di Emmanuel Bex apre in maniera weathereportiana il trascinante mood di Zouzou, ma sotto sotto, lungo il tema echeggiano orpelli melodici che ricordano nei rhythm changes gli anni Sessanta del migliore periodo Blue Note. In Friulì Friulà – un mix di tarantella targata sixties – si sviluppa il simpatico turnaround inscenato da Senni, sul quale svetta il clarino del leader. Hey! sfocia invece in una collettiva libertà d’azione. Gli fa eco Going To The… dove maggiore appare la liberazione informale messa in atto dall’affiatato trio. Il sound arabeggiante di Casbah lascia palesemente intravedere un’irrefrenabile beat, davvero insolito per un drummer “leggiadro” come Romano, sempre distante da scontate imposizioni ritmiche. Cambiando registro, lo spettro di Joe Henderson sbuca dalle swinganti note di Cattivik (bravo l’esplosivo Ottolini, duellante con Bearzatti in assoluto stato di grazia). Altro cambiamento di clima è il rock-bop di Virus che cede il campo all’hendrixiano Terragnoli mentre si segnalano infine la ballad Bear’s Mood, il notturno Buk’s Blues, il bell’incedere tangheggiante inscenato su H.C. Dopo l’ascolto consigliamo inoltre di sbirciare tra le tracce iterattive del cd per curiosare sul metodo di lavoro di Bearzatti, osservare qualche foto e alcuni minuti del trio rigorosamente live.