Otto temi di Tossani (uno in compartecipazione con Bach) e il brano di Coleman che intitola il Cd costituiscono un corpus del tutto indicativo delle potenzialità di un artista non più giovanissimo ma il cui nome non si può certo dire familiare. Se si eccettua l’iniziale Fait votre remix, il lavoro si scinde in due blocchi distinti: quello in cui Succi si cimenta con il clarinetto basso (dal secondo al sesto brano) e quello in cui è al sax contralto (il trittico finale, oltre al tema d’apertura). Le cose migliori sembrano arrivare dal primo dei due segmenti: specie da Souvenirs From The Future (esaltato in particolare da un duetto Succi-Calcagnile che evoca atmosfere portal-sclavisiane), da Give Me a Face, Give Me A Voice (concentrato e suggestivo), e da Musicarebus (in cui è il pianismo à la Tristano a fornire i riscontri più significativi).
Gli episodi con Succi al contralto battono sentieri più lineari. Si staglia proprio il brano colemaniano, vuoi per la bellezza del tracciato tematico, mirabilmente compendiato anche dal corollario improvvisativo, stirato, a tratti lancinante, vuoi per la prova di Calcagnile, sempre molto attento al risvolto prima ancora cromatico che prettamente ritmico del gioco percussivo. Ideale prosecuzione è il successivo Early Food Musics, in cui alquanto ornettiano permane il deambulare di Succi, così come per più versi hadeniano il contrabbasso di Mangialajo.
La prova di tutti i musicisti coinvolti nell’operazione risulta ovunque aderente e apprezzabile.
