ITA Musica Jazz, Daniele Cecchini (jul.2009)

Il continuo rinnovarsi della musica è una faccenda che accompagna quotidianamente il jazzista. Ma il passo intrapreso da Cisi in una direzione del tutto inedita rispetto ai suoi trascorsi mainstream è sorprendentemente lungo quanto divergente dal suo precedente tracciato. Il sassofonista torinese intavola infatti un nuovo discorso fatto di ritmi aperti e rarefatti, temi cabalistici e concatenazioni di colori strumentali piuttosto che changes: un avant jazz che strizza l’occhio alla scena downtown newyorkese, per esporre le cui sonorità quantomeno dark Cisi rinnova completamente il proprio quartetto, raccogliendo attorno a sè musicisti che con il jazz di ricerca hanno dimestichezza di più lungo corso.
Ci sono temi protomonkiani (12), misticismi oscuri (The Golden Age), ritmi che sembrano dopati per quel loro accentuato effetto di rallentando (3 Small Differences): la musica di “The Age of Numbers” presenta una narratività frammentata, come in un gioco di dadi nel quale le combinazioni inattese protate dal caso producono una vincita maggiore del perfetto abbinarsi delle cifre (The Entrance Gate).