Interessante è già l’idea dell’incontro fra i 3Quietmen, autori di una musica futuribile che si nutre di contrasti ma sa anche dare spazio al silenzio, e il pianoforte di Battaglia, qui più che mai scintillante, ieratico, fuori del tempo; E’ una sfida reciproca nella quale nessuno dei due poli concede nulla all’altro, eppure un difficile dialogo s’instaura e la musica trova un suo equilibrio. Il disturbo fonico, l’intrusione bruitista sono parte integrante dell’estetica dei tre guastatori torinesi, che per via d’elettronica intervengono molto sul suono dei loro strumenti.
La purezza adamantina di quello di Battaglia finisce così per creare una preziosa tensione di fondo, una sottile inquietudine che attraversa ogni istante, anche i più rarefatti, del Cd. Pure il cimento scelto è singolare: affrontare alcuni numeri di Mikrokosmos di Béla Bartòk, l’album di pezzi per pianoforte del compositore ungherese che rappresenta una sorta di percorso di ascesi tecnica e spirituale, facendone il punto di partenza per creare situazioni musicali molto diverse, a volte lontane e in ogni caso interamente ascrivibili all’interazione dei quattro musicisti. Complimenti a tutti i protagonisti e al produttore Marco Valente, le cui scelte si tengono sempre lontane dai sentieri più battuti.
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