ITA Musica Jazz, Olindo Fortino (apr.2006)

Frutto di un’iniziativa di Borghini, questo quartetto sembra far leva sia sulle ilari matrici iconoclaste della scuola olandese sia sullo swing e sul post bop di tradizione statunitense. Le diverse collaborazioni ed esperienze che legano trasversalmente Borghini, Drake e Bergin spiegano la perfezione degli impasti strumentali in cui il trombone svolge spesso una funzione liricamente jungle.
Altro elemento di riferimento è ovviamente Mingus, ripreso con la rivisitazione assai bella e fresca di Peggy’s Blue Skylight ed evocato stilisticamente nel passo blues e nella fisionomia orchestrale di Navigation.
Drake esercita insieme a Borghini un sostegno raffinato e flessuoso mentre sia Petrella sia il veterano tenorista sudafricano trovano in Alda’s Travelling e Stole Away l’opportunità di modellare il suono con timbri che passano con naturalezza dal registro grave e ovattato a quello più trascinante e scintillante. Da segnalare è infine l’esotica e tribale Zulu Wedding, dove lo zigzag del flauto di Bergin definisce i contorni di un esercizio improvvisativo molto d’effetto. Certo, nulla di nuovo sotto il sole; ma il disco è comunque assai piacevole.