Dopo la scoperta della tanto decantata postmodernità con la sua eterogeneità di fonti e le sue improbabili misture di stili e colori arriva anche chi si ferma – come il pianista Giancarlo Toscani – al moderno con una musica che ha le sue fonti nelle scoperte armolodiche di Ornette Coleman.
Insieme a “Beauty Is a Rare Thing” del famoso sassofonista ci sono otto composizioni di buon livello che mostrano la capacità di scrittura e l´abilità nel dirigere il quartetto del pianista cremonese. La sua musica trova in Achille Succi un perfetto complemento che dà una nota notturna alle esecuzioni con il suo clarinetto basso e più arcigna ed aggressiva al sax alto.
La musica si svolge guidata quasi impercettibilmente dal pianoforte, con gli accordi a generare colori e sfumature che hanno le loro origini in un concetto, quello di Ornette Coleman, il cui fine era quello di liberare la musica dai legami dell´armonia. Purtuttavia il risultato funziona abbastanza egregiamente grazie allo stato di grazia degli artisti coinvolti, anche loro partecipi di una celebrazione del moderno che nelle loro mani suona più attuale e orientata verso il futuro che il postmoderno come moda – passeggera per definizione – di turno.
Le armonie di Tossani non ingabbiano lo svolgimento: sono solo punti di partenza o di arrivo di dialoghi tenuti volutamente concisi a sottolineare la bellezza degli svolgimenti e la collettività dell´assunto di partenza.
