ITA Sound Contest, Daniele Trevisi (mar.2007)

Ecco un altro disco pubblicato dalla AUAND, giovane etichetta indipendente di Marco Valente. Un nuovo lavoro che si accompagna ai 9 usciti con calma in 2 anni e distribuiti attraverso internet in tutto il mondo da un’etichetta che sceglie oculatamente i musicisti da produrre (tra gli altri è da ricordare il primo disco da leader dello splendido trombonista Gianluca Petrella).
Live in Dublin è un disco live registrato allo JJ Smyths di Dublino nell’ottobre del 2002 che vede il sassofonista inglese Julian Argüelles, elemento della Carla Bley Big Band e fratello del percussionista e compositore Steve Argüelles, il bassista irlandese Ronan Guilfoyle e il batterista statunitense Jim Black muoversi in un ambito tutto vicino al free. Nel disco infatti troviamo due splendide esecuzioni di Broadway Blues di Ornette Coleman e There is the bomb di Don Cherry, adagiate in ottime sorprese sonore regalate ai fortunati spettatori della bella serata offerta dal trio.
Sicuramente complici del ruvido sax tenore di Julian Argùelles le collaborazioni di tutto rispetto avute con John Taylor, Steve Swallow, Dave Holland e John Scofield e con le orchestre di Carla Bley, Django Bates, Colin Towns e Kenny Wheeler.
Il trio è formato da musicisti con una forte personalità e una forte impronta sonora che permette loro di allungare il passo in avanti verso una ricerca della dissonanza e del contrappunto in modo semplice ma efficace.
Tutto questo grazie anche all’apporto del bravo batterista di Seattle, definito ‘uomo-orchestra’ per la sua perizia nella ‘rumoristica’, che insieme a Guilfoyle, riconosciuto come odierna icona jazz delle terre irlandesi, porta a termine un progetto di tutto rispetto che aggiunge altre frecce per l’arco della AUAND.
Quanto ad Argüelles (nato a Birmingham, classe 1966), il suo nome era cominciato a circolare intorno alla metà degli anni Ottanta, quando, trasferitosi nella rianimata “Swingin’ London”, il timido sassofonista si apprestava, appena diciottenne, ad intraprendere collaborazioni di tutto rispetto.
Il disco si propone in modo da uscire dalle solite e a volte pedanti esternazioni del free: incontriamo l’Africa nel pezzo FASA di Arguelles, il discorso per così dire ‘classico’ con lo ‘standard’ I Wish I Knew e per finire un brano, Grunge, nel quale i tre musicisti (qui anche autori) si dividono equamente l’intensa presenza sonora costruendo un vero discorso a tre voci sempre con grande equilibrio.
Live In Dublin è davvero un bel disco intenso e diretto a coloro che amano l’improvvisazione, quella fatta dalle idee musicali che ben si prestano al ritmo e alla melodia dell’imprevedibilità, ma soprattutto frutto di una delle migliori ‘teste pensanti’ del jazz britannico contemporaneo.