ITA Sound Contest, Olindo Fortino (mag.2007)

Auand è ormai diventata trampolino di lancio e ricettacolo di grandi talenti. Qui è la conferma di quello che ci stupì un paio d’anni fa con l’esordio di Beauty Is A Rare Thing, il pianista cremonese Giancarlo Tossani, ora più che mai generoso nell’offrire ad un pubblico allenato con ascolti profondi ed “impegnativi” pane per i suoi denti. Coherent Deformation è infatti un disco che starebbe assai bene nel catalogo di etichette quali Leo oppure Emanem, vetrina e passaporto per l’estero di un quartetto già rodato nell’evitare tutti quei vicoli ciechi che solitamente si presentano in esplorazioni sonore dalla trama fitta e accidentata. Autore di tutte le composizioni (eccetto “The Fog” di John Carpenter, trasfigurata a mo’ d’interludio cameristico) Tossani ne definisce i contorni con un pianismo libero (free) dinamico e ricercato perchè ritmicamente irreprensibile, preciso e fine. Ascoltatelo in “Hip Hop Zero Up And Down” e “Beauty So Difficult”, come per dire, una mano nelle alchimie zawinuliane e un’altra che sfiora le nuvole tayloriane. Altrove è tutto un gioco di rifrazioni tematiche e scale asimettriche, timbri acidi e distesi, drammatici e colloquiali, con il contralto e il clarinetto di Achille Succi potentemente icastici e il contrabbasso di Tito Mangialajo Rantzer che avvolge tra il felpato e il febbrile la robustezza percussiva di Cristiano Calcagnile, a tratti creativamente inarrestabile. L’insieme di tale tasso tecnico trasluce tanto in “Translated Rooms” e “Sounds For Swimming” quanto in “Musicascope” e “Double-Face”, cornici sonore in cui palpita un gioioso eppur serrato pragmatismo improvvisativo, che rimbalza tra soluzioni acustiche, elettriche ed elettroniche, sentieri irregolari che s’incurvano spontanei verso l’effetto sorpresa. Qualcuno ha parlato di Coherent Deformation come di un disco non facile, questione di (false) impressioni, in verità vi dico che si tratta di un’opera sottile e articolata, ma talmente ricca di tensione e propulsione che sarà per voi un piacere accorgervi d’essere arrivati all’ultima traccia senza neanche un filo di noia.