ITA Suono, Pier Luigi Zanzi (mar.2010)

Probabilmente se già ci si basasse su titoli, nomi di gruppi, copertine e quant’altro (nell’ipotesi di un buon livello di controllo dell’intera opera da parte dell’artista) per determinarne, diciamo in parte, forme e contenuti sonori, in una sorta di approccio lombrosiano alla musica, si indovinerebbero perlomeno in termini generali non pochissimi progetti. Che questo nel tempo si sia rivelato crescentemente vero (il vostro recensore si diletta in statistiche bizzarre, ne convengo) è anche in buon segno, a testimoniare coerenza e pulizia di intenti in un mercato più ridotto ma anche (o “e quindi”) meno schematico. Dal Piemonte e per un quinto che vi sarà semplice intuire dalla Germania, Andrea Ayassot al sax soprano, Karsten Lipp alla chitarra acustica ed elettrica, Stefano Risso al contrabbasso, Adriano De Micco e Luca Spena alle percussioni mettono insieme qualcosa che innanzitutto merita d’esser descritto proprio col precedente “mettere insieme”, che è unione ed ascolto reciproco, vicendevole rispetto e controllo individuale del proprio spazio rispetto a quello altrui. Questa musica, a tratti una sorta di tangibile astrattismo sudamericano, a tratti mediterraneità morbidamente jazzata più nelle atmosfere che nell’adesione all’idioma, scorre fluida in esecuzioni lungo le quali i suoni (ben registrati, puliti e talvolta quasi candidi nella loro naturalezza) si incontrano con l’intento di voler adeguarsi l’uno all’altro nel raccontare cose magari diverse ma con un tono accondiscendente e solidale al resto. Non sempre appare chiarissimo dove si vada o dove si voglia andare, ma se la cosa non vi costituisce difetto il resto va, leggero.

Voto artistico: 7
Voto tecnico: 7.5