ITA Suono, Sergio Spada (dec.2009)

Si presenta ricco di sfaccettature il nuovo lavoro di Bobby Previte per l’etichetta Auand. Pan Atlantic si presenta affascinante e sorprendente, freddo o caldo a seconda dei momenti, precursore di qualcosa ma anche emulo di certe tradizioni storiche (Bitches Brew e simili). Non potrebbe essere altrimenti, conoscendo la natura dell’eccellente batterista che ricordiamo in progetti (a nome duo o di altri) sempre innovativi. E lo si comprende anche dai nomi dei musicisti europei ai quali Previte si unisce: Gianluca Petrella al trombone, Wolfgang Puschnig al sax, Benoit Delbecq al Fender Rhodes, Nils Davidsen al basso. Sulla carta è una formazione che può rappresentare il meglio delle menti pulsanti del giovane e meno giovane jazz europeo del nuovo secolo. Se alla guida della sofisticata macchina c’è uno che non si accontenta, non si ripete, cerca sempre soluzioni altre nella sua musica, allora l’originalità è assicurata. Basta ascoltare le prime note per capire che siamo immersi in una musica di confine, appunto debitrice di lezioni del passato (il rhodes di Delbeqc o certi tempi della batteria) ma allo stesso tempo debordante verso futuri di sonorità e di immagini evocatrici di spazi che a volte possono sembrare asettici ed orwelliani, ma che subito dopo scaldano il cuore con i suoni urgenti e prepotenti dei due solisti ai fiati a tratti davvero entusiasmanti (magnifici in Pan Atlantic). Il percorso parallelo e simbiotico della coppia batteria-tastiera (straordinario Delbeqc) creano il tessuto di base e su di esso si inseriscono sorprese continue, alternate a momenti di ipnotica reiterazione dei temi. Previte, potente e personalissimo, resta uno dei batteristi più significativi di sempre.

qualità artistica: 8,5
qualità tecnica: 8