Ecco cosa scrive di Auand l’autorevole giornalista Cim Meyer (organizzatore del Par Prize) sul numero estivo della rivista danese Jazz Special: “Proprio sopra il tacco dello Stivale, nell’Italia sudorientale, giace Bari, nella regione Puglia. Qui si parla un vecchio ma ancora dinamico dialetto. In barese, “auand” significa agguantare, beccare qualcuno o stare all’erta. Si intuisce velocemente che i dischi pubblicati da Auand hanno un profilo altamente artistico e senza compromessi, elaborato senza effetti patinati. Così il manager Marco Valente, sul sito dell’etichetta: ”Energy, Risk, Conviction and the Unexpected will be the trade-mark of Auand.” Attualmente Auand vanta 18 uscite, tutte consigliate a chi volesse ascoltare la linea più progressiva del jazz italiano”
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